C’è un silenzio diverso nell’aria,
non più quello pesante dell’inverno,
ma un’attesa sottile
che vibra tra i rami spogli.
La terra respira piano,
come chi si sveglia da un lungo sonno,
e sotto la pelle fredda dei campi
qualcosa già si muove.
Non si vede ancora,
ma si sente.
Nel canto incerto di un uccello all’alba,
nella luce che indugia qualche minuto in più
sui balconi stanchi di pioggia,
nelle mani che cercano meno tasche
e più cielo.
La primavera non arriva all’improvviso.
Si insinua.
Scioglie i nodi del vento,
accarezza le crepe dei muri,
colora di verde i pensieri
prima ancora dei prati.
E mentre il mondo sembra uguale,
invisibilmente cambia.
Come noi.

